Chi è un ricercatore? intanto riprendiamo per favore i ruoli basta con questa confusione di titoli e di Millantatori, per definirsi ricercatore, bisogna avere un PHD, ci sono istituzioni internazionali dove se non hai un PHD, non puoi nemem entrare dalla porta,  si perchè ricerca è una cosa seria.

Prima di raccogliere informazioni utili per elaborare la risposta a una domanda bisogna formulare in modo esplicito il problema, ovvero si devono individuare i diversi fattori (dimensioni, variabili) potenzialmente rilevanti rispetto al problema stesso e avanzare delle ipotesi circa gli effetti semplici o congiunti di tali fattori. Nel fare questo il ricercatore utilizza (o elabora) una teoria di riferimento ed è sulla base di essa e delle proprie intuizioni che egli avanza delle ipotesi di possibili soluzioni. Qualunque indagine empirica presuppone, infatti, una teoria (sia essa di tipo esplicito o implicito) che consiste in un insieme interrelato di concetti, di definizioni e proposizioni in grado di fornire una visione sistematica dei fenomeni specificando le relazioni tra le variabili, al fine di spiegare e prevedere i fenomeni stessi.
Pur non esistendo un metodo privilegiato per giungere alla elaborazione di una teoria, tuttavia i diversi metodi devono rispondere a certi requisiti per poter essere definiti "scientifici".
a) Innanzitutto un metodo scientifico deve essere oggettivo: conducendo le sue osservazioni attraverso un empirismo stretto e ragionando con la logica formale, il ricercatore cerca di assicurare oggettività al suo approccio.

Di conseguenza, se il ricercatore giunge a una conclusione basata su una certa evidenza, altri ricercatori devono poter raggiungere la stessa evidenza e arrivare alla stessa conclusione o a una equivalente (principio della riproducibilità).
b) Poiché gli obiettivi a lungo termine dell’approccio scientifico sono la teoria e la scienza, una metodologia è scientifica nella misura in cui contribuisce all’elaborazione teorica. Ulteriore caratteristica di una metodologia scientifica è pertanto l’organicità. Lo scienziato generalmente non è interessato a semplici frammenti di informazione ma a un quadro complessivo di conoscenze; una buona metodologia scientifica cerca quindi di apportare contributi significativi al processo di scoperta di leggi o principi generali che governano determinati aspetti della realtà. Si considera conoscenza generale e sistematica quella scienza costituita da un insieme interconnesso di teorie e proposizioni specifiche dedotte da principi generali. Data questa interrelazione possiamo dire, ad esempio, che – anche nel caso ci fosse la ‘scienza delle comunicazioni di massa’ – non per questo esisterebbe un’unica teoria delle comunicazioni di massa.
c) Infine, chi si occupa di metodologia, come di ogni altra disciplina o insieme di tecniche, deve essere consapevole che tutte le conoscenze sono suscettibili di cambiamenti e miglioramenti: dubbi e interrogativi meritano quindi la massima attenzione. Leggi e principi devono essere soggetti a una costante valutazione critica. In altri termini, il ricercatore è chiamato a sottoporre sempre il suo lavoro all’esame critico degli altri ricercatori che operano nello stesso campo.

Poi esiste nel periodo transitorio delle stadiazioni di un progetto di ricerca,  il principio di non contraddizzione.

Esso rappresenta il fulcro nel validare un proceso di ricerca nel suo percorso di validazione.

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