Le citochine

Le citochine
Le citochine sono molecolglicoproteiche, a basso peso molecolare, secrete in massima parte dai leucociti in risposta a una gran varietà di stimoli. Esse regolano le interazioni tra le varie cellule che intervengono nella risposta immunitaria, tra queste ultime e il sistema nervoso centrale, nell’emopoiesi, nell’infiammazione e nei processi di riparazione. Poiché influenzano l’intensità e la durata di questi fenomeni, sono prodotte transitoriamente solo in presenza di materiale estraneo e in genere la loro azione si svolge localmente. Per agire, le citochine si legano a specifici recettori presenti sulla membrana di una data cellula, determinando la tra- smissione del segnale al citoplasma e la conseguente alterazione dell’espressione genica della cellula.
I recettori per le citochine non si trovano solo sulla membrana delle cellule, ma possono trovarsi in forma solubile anche nel siero. La loro funzione consiste nell’inibire o limitare l’attività biologica delle citochine.
L’azione delle citochine può essere:
•                  autocrina, quando si lega alla stessa cellula;
•                  paracrina, quando si lega a cellule vicine;
•                  endocrina, quando si lega a cellule distanti.
L’effetto biologico delle citochine può essere:
•                  pleiotropico (azione su diverse cellule);
•                  ridondante (più citochine con la stessa azione);
•                  sinergico (azione combinata di due o più citochine  con effetto maggiore di quello che avrebbe la somma degli effetti delle singole citochine.
•                  antagonista  (azione inibente di una citochina nei confronti di un’altra).
I tessuti timici
I tessuti timici necessari vengono trattati subito dopo il prelevamento dagli animali donatori senza ricorrere a sostanze conservanti, complementati in situ con estratti proteici e citochine autologhe e iniettati al paziente per via intramuscolare.
Nella terapia cellulare il preparato consiste in una sospensione di molti peptidi nutrizionali cellulari di gruppi minimi di tessuto. Un
peptide è un elemento nutrizionale  ed un piccolo organismo a sé stante, che possiede vita e metabolismo propri.
Essendo l’unità di vita più piccola, esso è portatore di vita. Tutte gli estratti organici umani ed animali sono costruiti secondo un programma di base unitario e hanno le stesse strutture e le stesse funzioni fisiologiche fondamentali.
Gli animali donatori provengono da greggi, che sono sottoposti a severi controlli veterinari e tengo a precisare che non ci sono macellazioni finalizzate agli  estratti di organi, ma si approfitta di macellazioni comunque programmate. Gli animali sono tenuti in severa quarantena per sei settimane prima del prelievo. Il gregge, secondo le disposizioni del Ministero della Sanità Federale del 1991, è chiuso all’introduzione di femmine nuove da più di 40 anni per evitare il rischio della trasmissione di tubercolosi e scrapie . Nell’acquisizione e nella lavorazione del tessuto organico non vengono aggiunte sostanze chimiche o farmacologiche. Non si esegue inoltre alcuna sterilizzazione denaturante del materiale cellulare. La sterilizzazione si ottiene con misure profilattiche.
L’esperienza insegna che la combinazione tra proteine autologhe di peso molecolare specifico ed estratti citoplasmatici ha dato risultati che fanno ben sperare nei pazienti con i seguenti quadri clinici e disturbi:
•  Invecchiamento prematuro e stato di esaurimento generale dovuto all’età;
•  Terapia anti-aging con la sensazione positiva di essere ancora in perfetta forma psicofisica;
•  Deficienze immunitarie, stati di spossamento, debilitazione, sindrome da burn-out;
•  Malattie degenerative delle articolazioni e della colonna vertebrale e disturbi reumatici;
•  Disturbi circolatori conseguenti a malattie vascolari;
•  Emicrania persistente;
•  Disturbi della potenza sessuale maschile;
•  Malattie cardiache e respiratorie;
•  Malattie croniche epatiche e renali;
•  Malattie neurologiche, come paresi conseguente ad ictus cerebrale e danneggiamenti post infartuali e da ipossia.
•  Disturbi delle funzioni ghiandolari ed ormonali;
•  Distonia vegetativa e le sue conseguenze;
•  Stati depressivi.
Tutte queste malattie pur differenti tra loro hanno un unico denominatore comune alterato, il sistema immunitario e quello endo- crino-metabolico.
Ecco perché questo modello terapeutico deve essere considerato una macroterapia e non una semplice terapia biologica; qui si tratta di applicare i principi di fisiologia umana all’approccio terapeutico immunomodulante su base citochinica e proteica autologa con l’aggiunta di estratti citoplasmatici biologici.
Il trattamento agisce con un’azione rigenerante e rivitalizzante su tutto l’organismo e non con un’azione stimolante di breve durata su un solo organo o su un solo apparato. Questa terapia modula e allerta inoltre le difese immunitarie endemiche.
Come ogni terapia di una certa importanza, deve essere fatta sulla base di un principio fisiologico e non patologico e da medici esperti; nel caso il paziente stia effettuando altre terapie, occorre elaborare  un’azione sinergica con le terapia di base e non antagonista.  Sta sempre al medico accertare il quadro clinico del paziente e valutare l’opportunità della terapia nella situazione attuale di salute. La terapia cellulare dovrebbe essere evitata  in gravidanza.

Osservazione clinica
Direttamente dopo il trattamento comincia la fase di resistenza. Le componenti solubili della sospensione cellulare insieme al sup- porto citochinico o proteico autologo, secondo il caso, vengono assorbite dal corpo e questo può portare ad un miglioramento di breve durata dei disturbi presenti e ad un’aumentata vitalità, ma anche a sensazioni di spossatezza.
Dopo 1-2 giorni, questa fase si placa e si ha un periodo di latenza, quello della cosiddetta reazione immunobiologica, di circa due settimane. Nel caso di persone di una certa età, il periodo di latenza può protrarsi più a lungo. Alcuni pazienti sostengono di sentirsi stanchi e spossati in questo periodo. Si tratta però di una minoranza. La maggioranza dei pazienti non presenta alcun disturbo ed è ben presto in grado di sentire l’effetto curativo sperato che si manifesta soprattutto attraverso un miglioramento della condizione generale,  della vitalità e dell’efficienza psicofisica.
In caso di malattia organica si può avere il miglioramento o addirittura la normalizzazione della funzione organica per il principio di fisiologia.
I disturbi possono, a seconda della loro natura, essere ridotti in un periodo di tempo compreso tra 6 e 24 mesi.
La ripetizione, il dosaggio e le modalità di somministrazione sono comunque particolarità da lasciare in mano all’esperto.
Dopo la terapia biologica sarà necessario astenersi per due settimane da sostanze stimolanti come alcool e nicotina. Allo stesso modo possono essere dannosi anche medicine ad effetto narcotizzante o stimolante.
Non devono essere eseguite nemmeno vaccinazioni poco tempo prima o dopo la terapia cellulare.
Nei primi giorni successivi al trattamento non ci si dovrebbe sottoporre ad eccessi di calore con bagni di sole o sauna.
Gli studi pproseguono vrso una direzione smepre più condivisa, oggi assistiamo ad una maggiore accetazione di quelle che sono lo studio di nuove formulazioni e poco gli studi nella valorizzazione dei sistemi di riparazione autologhe, questo il paradosso.

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